Il dizionario della malafede alla pétanque
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Di Paquita2398 visualizzazioni

Actualités · 12 marzo 2026

Il dizionario della malafede alla pétanque

Da "questo terreno è ingiocabile" a "mi è scappata": il dizionario divertente e lucido delle scuse in malafede sentite sui campi di petanque.
Su un terreno di pétanque, la boule non mente mai. Va dove la si manda, con la forza che le si dà, sul terreno che c'è. Eppure, da quando questo sport è stato inventato, intere generazioni di giocatori hanno sviluppato un vocabolario straordinariamente ricco per spiegare perché non è mai colpa loro. Paquita ha passato degli anni a raccogliere queste perle di retorica sportiva. Ecco il risultato: il dizionario completo della mala fede alla pétanque, con definizioni, esempi d'uso, e traduzione del vero senso. 47 voci censite in questo dizionario 0 volte che il giocatore interessato si è riconosciuto 100% dei giocatori hanno già utilizzato almeno una di queste frasi ∞ creatività questo dizionario non sarà mai completo

La scala ufficiale della mala fede

Non tutte le malefedi si equivalgono. Paquita ha stabilito una classificazione rigorosa in quattro livelli, dal classico inoffensivo alla mala fede da leggenda che merita una targa commemorativa sul boulodromo.

📊 CLASSIFICAZIONE UFFICIALE PAQUITA — INDICE DI MALA FEDE Livello 1 — Classico Tutti lo fanno, nessuno se ne offende Scuse leggere, utilizzabili senza vergogna Livello 2 — Audace Comincia a vedersi, ma si fa finta di niente Esige una certa faccia tosta Livello 3 — Hardcore L'avversario trattiene un sorriso, la tua squadra guarda il suolo Ammirevole nell'assurdo Leggendario 🏆 Raccontato al bistrot per 10 anni Entra nel patrimonio orale del boulodromo 📖

Modalità d'uso di questo dizionario: ogni voce indica la categoria grammaticale, la livello di mala fede, un esempio d'uso in situazione reale, e la traduzione di ciò che l'utilizzatore vuole davvero dire.

A 6 voci ARBITRO [aʁ.bitʁ] s.m. Personaggio onnisciente in teoria, cieco in pratica — ma solo quando le sue decisioni sfavorevoli vanno contro il giocatore che lo invoca. L'arbitro è curiosamente competente quando dà ragione, e immediatamente sospetto quando dà torto. "L'arbitro non ha visto. È normale, era a sei metri." TRADUZIONELa mia boule non era la più vicina ma mi rifiuto che un essere umano imparziale lo confermi. ⚠ Livello 2 — Audace ATTEGGIAMENTO [a.ti.tyd] s.f. Comportamento dell'avversario, sempre inappropriato, sempre distraente, sempre collocato cronologicamente esattamente prima di un errore. Fenomeno rimarchevolmente selettivo: l'atteggiamento dell'avversario disturba il giocatore precisamente durante il suo slancio, mai durante il suo tempo di camminata. "Stavo per puntare e lui ha mosso il braccio. Per forza." TRADUZIONEHo sbagliato il mio punto. L'avversario esisteva nel mio campo visivo. ✓ Livello 1 — Classico PRIMA [a.vɑ̃] avv. temporale selettivo Periodo mitico durante il quale tutto funzionava perfettamente. "Prima", il giocatore tirava meglio, puntava meglio, la squadra andava più d'accordo, il terreno era migliore e gli avversari meno fortunati. "Prima" è sempre più bello di adesso, e sempre vago quando si chiedono precisazioni. "Prima, con la mia vecchia tripletta, questo tiro lo mettevo a occhi chiusi." TRADUZIONENon ho mai davvero messo questo tiro, ma il passato è impossibile da verificare. 🔥 Livello 3 — Hardcore AVVERSARIO [ad.vɛʁ.sɛʁ] s.m/f. Entità paradossale che ha fortuna quando vince e gioca male quando perde. L'avversario non vince mai davvero — o ha avuto fortuna, o il terreno l'ha aiutato, o la squadra avversaria non era comunque all'altezza. "Hanno vinto, sì. Ma hai visto come giocavano?" TRADUZIONEHanno vinto. Non ho altro argomento. ✓ Livello 1 — Classico ASPHALTE [as.falt] s.m. terreno ostile Superficie di gioco accettabile solo quando si vince. In caso di sconfitta, l'asfalto diventa responsabile di tutti i rimbalzi imprevisti, del calore che sale, delle bocce che "scivolano diversamente". L'asfalto ha il buon gusto di non potersi difendere. "Su un terreno del genere, è impossibile puntare normalmente." TRADUZIONEL'avversario giocava sullo stesso terreno ma puntava meglio di me. ⚠ Livello 2 — Audace ALIGNEMENT PLANÉTAIRE [a.liɲ.mɑ̃ pla.nɛ.tɛʁ] loc. cosmologica Spiegazione definitiva delle sconfitte inspiegabili. Quando tutti gli altri argomenti hanno fallito, l'allineamento planetario copre tutto ciò che resta. Varianti osservate: "c'era qualcosa nell'aria", "non era la nostra giornata", "gli astri erano contro di noi". "Non lo so, davvero non lo so. Non era proprio la nostra giornata." TRADUZIONENon ho nessuna spiegazione ma mi rifiuto che sia colpa mia. 🏆 Leggendario B 5 voci BOULE [bul] s.f. (quando sbaglia) Oggetto capriccioso che "non ha voluto entrare", che "è scivolata", che "ha preso un rimbalzo strano" — mai semplicemente lanciata male. La boccia è dotata di una volontà propria sfavorevole, attivata solo negli errori. Nei successi, è il giocatore. "La boccia ha deviato. L'hai vista? Ha deviato." TRADUZIONEHo tirato male. Ma la boccia è lì, non può difendersi. ⚠ Livello 2 — Audace BRUIT [bʁɥi] s.m. perturbatore universale Qualsiasi rumore — conversazione a dieci metri, uccello, macchina in lontananza, fruscio di un sacchetto — che si materializza sistematicamente al momento dello slancio. Il rumore disturba il giocatore che sbaglia ma resta totalmente impercettibile nei successi. "Sentivo il tizio parlare alle mie spalle. Come vuoi che ti concentri?" TRADUZIONEC'era qualcuno da qualche parte. Ho sbagliato. ✓ Livello 1 — Classico BRAS [bʁɑ] s.m. entità indipendente Arto superiore che, durante le sconfitte, decide da solo le proprie traiettorie senza consultare il giocatore a cui appartiene. "Il mio braccio non ha seguito" è l'ammissione che il giocatore e il suo braccio sono due entità distinte in disaccordo. Curiosamente, nei successi, il braccio e il giocatore sono una cosa sola. "Il mio braccio non ha seguito. Non so cosa gli abbia preso." TRADUZIONEHo sbagliato. Il mio braccio è una scusa comoda perché è indissociabile da me. 🔥 Livello 3 — Hardcore BOULES (les miennes) [bul] s.f.pl. capro espiatorio privilegiato Equipaggiamento personale che porta una responsabilità inversamente proporzionale ai successi. Più la sconfitta è pesante, più le bocce vengono incriminate. Il giocatore che perde pensa spesso a "cambiare le sue bocce" — raramente a cambiare il suo gesto. "Credo che le mie bocce sono stanche. Non hanno più lo stesso mordente." TRADUZIONEPenso a cambiare le mie bocce. Non penso a cambiare la mia tecnica. ⚠ Livello 2 — Audace BISTROT [bis.tʁo] s.m. tribunale supremo Istanza di revisione delle decisioni arbitrali in cui tutte le parti vengono rigiudicate a vantaggio del narratore. I verdetti del bistrot sono definitivi ma non opponibili. La memoria selettiva ne è la giurisprudenza. "Al bistrot dopo ne abbiamo parlato, e tutti hanno detto che faceva schifo." TRADUZIONEI miei amici, in mia presenza, dopo tre pastis, hanno convalidato la mia versione dei fatti. ✓ Livello 1 — Classico C 6 voci CHANCE [ʃɑ̃s] s.f. vittoria dell'avversario Fattore esclusivamente responsabile dei successi altrui. Mai invocato per spiegare i propri successi — questi derivano da talento, lavoro e padronanza tecnica. La fortuna è a geometria variabile: favorisce sempre l'altro e mai se stessi. "Hanno avuto una fortuna di merda stasera. La boccia che devia così..." TRADUZIONEHanno giocato bene. Preferisco attribuirlo al caso. ✓ Livello 1 — Classico COCHONNET [kɔ.ʃɔ.nɛ] s.m. bersaglio traditore Piccolo oggetto che "si muove da solo", "rotola ancora", "non era al posto giusto" — principalmente nei 0,3 secondi successivi a un tiro sbagliato. Il boccino tende a spostarsi in modo osservabile solo dal giocatore che ha appena sbagliato, e solo nella direzione che spiegherebbe il suo errore. "Il boccino si è mosso un attimo prima che tirassi. Non l'avete visto?" TRADUZIONENo. Nessuno l'ha visto. Perché non è successo. 🔥 Livello 3 — Hardcore CONCENTRATION [kɔ̃.sɑ̃.tʁa.sjɔ̃] s.f. risorsa esauribile ad hoc Facoltà cognitiva che si svuota precisamente a ogni errore importante. La concentrazione è sempre "al massimo" prima del lancio e "completamente andata" per spiegare l'errore. La sua durata è inversamente proporzionale all'importanza del colpo da giocare. "Non ero più concentrato per niente in quel momento. È per questo." TRADUZIONEÈ per questo, eh. ⚠ Livello 2 — Audace CAILLOU [ka.ju] s.m. responsabile universale Pietra microscopica, invisibile a occhio nudo e non riproducibile, che devia le bocce in direzioni statisticamente impossibili. Il sasso è il miglior amico del tiratore che sbaglia. Esiste solo per 0,1 secondi, poi scompare. Nessuno lo ritrova mai. "C'era un sasso. Lì, proprio lì. Ve lo giuro." TRADUZIONEHo sbagliato il mio tiro. Indico il suolo col dito per creare un elemento di prova. 🏆 Leggendario CERCLE [sɛʁkl] s.m. oggetto a geometria variabile Dispositivo regolamentare la cui posizione esatta diventa improvvisamente contestabile dopo un errore importante. Il cerchio "si muoveva", era "mal posizionato", o il giocatore "aveva un piede fuori senza saperlo" — mai al momento del lancio, sempre dopo. "Il cerchio non era dritto. Mi ha disturbato la rincorsa." TRADUZIONEHo sbagliato la rincorsa. Il cerchio è fisso e innocente. ⚠ Livello 2 — Audace COÉQUIPIER [ko.e.ki.pje] s.m. alias "lui" Compagno i cui errori sono pienamente visibili e commentabili, e i cui successi sono il frutto del lavoro collettivo. In doppio, il compagno è responsabile delle sconfitte condivise per l'80-95% a seconda dell'intensità del punteggio finale. "Se lui avesse fatto la sua puntata a inizio mès, non avrei dovuto fare tutto io." TRADUZIONEAbbiamo perso. È lui. ✓ Livello 1 — Classico E · F 5 voci ÉLAN [e.lɑ̃] s.m. perturbato cronico Fase di approccio durante la quale qualsiasi elemento esterno può compromettere tutto: uno sguardo, un movimento, un respiro altrui. Lo slancio sbagliato è sempre colpa di una perturbazione, mai di una mancanza di regolarità nel gesto. "Ha tossito durante il mio slancio. Cosa vuoi che faccia?" TRADUZIONEL'avversario ha la tosse. È ragionevole rinfacciarglielo. ⚠ Livello 2 — Audace ENTRAÎNEMENT [ɑ̃.tʁɛ.nə.mɑ̃] s.m. assente giustificato Attività alla quale il giocatore non ha avuto tempo di dedicarsi ultimamente, il che spiega il livello attuale. L'allenamento viene invocato dopo la sconfitta come una promessa di miglioramento futuro che non sarà mai verificata prima della prossima sconfitta. "È normale, non gioco da tre settimane. Si vede." TRADUZIONEGioco a questo livello da dieci anni. Le tre settimane non c'entrano niente. ✓ Livello 1 — Classico FORME [fɔʁm] s.f. assente da sempre Stato fisico e mentale ottimale che il giocatore non raggiunge mai il giorno del torneo, ma che descrive con una precisione notevole. La "vera forma" è un'entità mitologica avvistata in condizioni mai riproducibili, durante partite di cui non esiste nessun testimone. "Lì non ero in forma. Quando sono in forma, non è affatto così." TRADUZIONEGioco a questo livello. Preferisco chiamarlo "non in forma". 🔥 Livello 3 — Hardcore FOND DU TERRAIN [fɔ̃ dy tɛ.ʁɛ̃] loc. zona maledetta Parte del terreno assegnata per sorteggio, sistematicamente la peggiore, la più difficile, la più esposta al sole, al vento o ai riflessi. L'avversario gioca sempre nel "verso giusto". Il fondo del terreno è una variabile esplicativa indiscutibile perché soggettiva. "Avevamo il fondo del terreno. Hai visto il sole negli occhi?" TRADUZIONEL'altra squadra aveva esattamente le stesse condizioni, sfasate di dieci minuti. 🏆 Leggendario FATIGUE [fa.tiɡ] s.f. sempre lì da stamattina Stato di spossatezza fisica perfettamente compatibile con le partite vinte ma determinante per le partite perse. La stanchezza arriva sempre "da stamattina" o "dalla settimana scorsa" e se ne va misteriosamente se la prossima partita è ben avviata. "Sono stracco da stamattina. Non sarei dovuto venire, francamente." TRADUZIONEEro lì alle 8, fresco e motivato. Ho cominciato a essere stanco al primo mès sbagliato. ⚠ Livello 2 — Audace L · M · N 6 voci LUMIÈRE [ly.mjɛʁ] s.f. complice della sconfitta Fenomeno ottico immutabile che diventa improvvisamente problematico negli errori. La luce "picchia negli occhi", "crea riflessi sulle bocce", "cambia la percezione delle distanze". Proprietà notevole: la luce disturba solo il giocatore che sbaglia, mai quello che riesce nelle stesse condizioni. "La luce laggiù è orribile. Non si vede niente." TRADUZIONEL'avversario vede benissimo. Ha appena messo tre tiri di fila. 🔥 Livello 3 — Hardcore MÈTRE [mɛtʁ] s.m. strumento a due letture Strumento di misura i cui risultati sono definitivi quando confermano la vittoria del giocatore e "da verificare" quando la contraddicono. Un metro che dà torto è un metro mal usato, mal tenuto, o soggetto a un "errore di parallasse" che solo il giocatore interessato può rilevare. "Misura ancora. Non hai tenuto bene il metro." TRADUZIONEHai tenuto bene il metro. La tua boccia è dietro. ✓ Livello 1 — Classico MORAL [mɔ.ʁal] s.m. assente senza preavviso Fattore psicologico che svanisce senza preavviso alle prime difficoltà e non torna se non dopo la fine della partita. Il morale è una spiegazione retrospettiva: non lo si invoca mai per prevedere un errore, solo per spiegarlo. "Non avevamo più il morale dopo l'8-0. È umano." TRADUZIONEStavamo perdendo 8-0. Aiuta poco, in effetti. ⚠ Livello 2 — Audace MON NIVEAU [mɔ̃ ni.vo] loc. sempre superiore al risultato Standard di gioco teorico, sistematicamente più alto del livello mostrato durante il torneo. "Il mio livello" è un'entità astratta e non verificabile, definita retrospettivamente e capace di raggiungere qualsiasi altezza a seconda delle necessità della narrazione post-sconfitta. "Non è davvero il mio livello, quello che ho mostrato oggi." TRADUZIONEÈ esattamente il mio livello. Lo rinomino "non il mio livello" quando mi delude. 🏆 Leggendario NERVOSITÉ [nɛʁ.vɔ.zi.te] s.f. selettiva Stato emotivo che colpisce solo le partite importanti, e solo negli errori di queste partite importanti. La nervosità viene invocata a fine partita per spiegare gli errori di inizio partita — retrospettivamente, quindi in modo inverificabile. "Ero troppo nervoso. Fin dall'inizio lo sentivo." TRADUZIONELo sentivo dal momento in cui abbiamo perso. ⚠ Livello 2 — Audace NUL [nyl] agg. sempre l'avversario Qualificativo applicato all'avversario vincitore per relativizzare la sconfitta. La logica di "nullo" è circolare: se sono nulli e abbiamo perso, siamo ancora più nulli — ma questa conclusione non viene mai tratta. "Serio, giocano da cani. E abbiamo perso contro di loro." TRADUZIONEGiocavano meglio di noi oggi. Tutto qui. ✓ Livello 1 — Classico P · R · S · T 8 voci PARTENAIRE [paʁ.tə.nɛʁ] vedi COÉQUIPIER Sinonimo di COÉQUIPIER, ma usato in un registro leggermente più formale prima della lite aperta. Passa allo stadio "compagno" dopo il terzo errore non perdonato, e allo stadio "lui" dopo il quinto. "Il mio partner non aveva i piedi ben in posizione su questo tiro." TRADUZIONEIl mio partner ha sbagliato. Sto passando da "partner" a "lui". ⚠ Livello 2 — Audace REFAIRE LA PARTIE [ʁə.fɛʁ la paʁ.ti] v. attività post-sconfitta Esercizio intellettuale praticato al bistrot in cui la partita persa viene rigiocata mentalmente con tutte le scelte alternative che avrebbero portato alla vittoria. Il risultato è sempre una vittoria in questa versione riveduta. L'esercizio dura fino alla chiusura. "Se alla 5ª mès avessi tirato invece di puntare, sarebbe stata tutta un'altra cosa." TRADUZIONELa 5ª mès è finita da 4 ore. La risposta non cambierà. 🏆 Leggendario REGARD [ʁə.ɡaʁ] s.m. perturbatore ottico Attenzione portata da una persona terza, avversaria o anche neutrale, che crea una pressione destabilizzante. "Mi guardava" è una scusa valida nella cultura petanquista, perché la pressione dello sguardo è reale — ma colpisce tutti, non solo il giocatore che ne parla. "Mi guardava tirare. Mi ha messo a disagio." TRADUZIONEAssisteva alla partita. È autorizzato. ✓ Livello 1 — Classico SOLEIL [sɔ.lɛj] s.m. avversario impunito Astro responsabile di riflessi, abbagliamenti e perturbazioni visive che colpiscono solo il giocatore che sbaglia. I suoi effetti si rafforzano dopo ogni errore e scompaiono nei successi. Il sole ha il vantaggio di essere inattaccabile legalmente. "Il sole mi ha picchiato negli occhi nel momento in cui lanciavo." TRADUZIONEErano le 14 nel sud della Francia a luglio. Il sole era lì prima della partita. 🔥 Livello 3 — Hardcore STRATÉGIE [stʁa.te.ʒi] s.f. piano revisionato a posteriori Scelta tattica che, nel successo, era prevista e deliberata, e nell'errore, era "un tentativo", "una prova", o "un test". La strategia perdente non era mai davvero la strategia — era "vedere cosa veniva fuori". "Era per vedere. Non era il mio vero colpo." TRADUZIONEEra il mio vero colpo. Testo la credulità del mio entourage. ⚠ Livello 2 — Audace TERRAIN [tɛ.ʁɛ̃] s.m. responsabile universale Superficie di gioco che concentra da sola le proprietà più sfavorevoli — rimbalzi imprevedibili, inclinazione invisibile, sassi fantasma, superficie disuguale — tutte attivate esclusivamente negli errori. L'avversario gioca sullo stesso terreno ma ne è inspiegabilmente meno colpito. "Il terreno non era dritto. Non avete sentito come pendeva?" TRADUZIONENo. Nessuno l'ha sentito. Perché il terreno era piatto. 🏆 Leggendario TIRAGE AU SORT [ti.ʁaʒ o sɔʁ] s.m. ingiustizia sistemica Meccanismo casuale che posiziona sistematicamente le migliori squadre dalla parte avversaria e le squadre più difficili di fronte al reclamante. Proprietà statisticamente impossibile ma vissuta come una certezza. "Capitiamo sempre sui migliori al primo turno." TRADUZIONEI migliori vincono i primi turni e si ritrovano nelle stesse partite di noi. È il principio di un torneo. ✓ Livello 1 — Classico TOUCHE [tuʃ] s.f. quadrata o altrimenti Contatto tra la boccia e il boccino la cui realtà è contestata a seconda del risultato ottenuto. Un tocco che sposta favorevolmente il boccino "era franco". Un tocco che non si sposta come previsto "non era davvero un tocco". "Era un vero tocco. Si è mosso, l'avete visto?" TRADUZIONENo. Il boccino non si è mosso. ⚠ Livello 2 — Audace V · Y · Z 5 voci VENT [vɑ̃] s.m. invisibile e responsabile Corrente d'aria la cui esistenza non è misurabile ma la cui responsabilità negli errori è certa. Il vento soffia solo durante il tempo di volo della boccia sbagliata, nella direzione esatta che spiega la deviazione osservata. Cessa tra i lanci riusciti. "Una folata di vento proprio quando lanciavo. Incredibile." TRADUZIONENon c'era alcun vento. Siamo in un cortile interno. 🔥 Livello 3 — Hardcore VIEUX TERRAIN [vjø tɛ.ʁɛ̃] loc. nostalgia attiva Terreno mitico in cui il giocatore ha realizzato un tempo le sue migliori prestazioni, riconvertito in scusa permanente su qualsiasi altro terreno. "Qui non è come da noi" è la formula standard che permette di spiegare qualsiasi livello di gioco senza mettere in discussione i suoi fondamentali. "Da noi il terreno è completamente diverso. Non sono abituato." TRADUZIONENon ero in forma. Il mio terreno abituale non mi era disponibile come capro espiatorio. ⚠ Livello 2 — Audace YEUX [jø] s.m.pl. organo selettivo Organi visivi le cui prestazioni dipendono direttamente dal risultato della partita. Nei successi, gli occhi funzionano perfettamente. Negli errori, "hanno mollato", "vedevano sfocato", "erano disturbati da qualcosa". Gli occhi del giocatore di pétanque sono gli organi più sollecitati e più fragili dello sport amatoriale francese. "I miei occhi lì, vedevo il boccino doppio. È vero." TRADUZIONENo. Non è vero. Hai preso due pastis a mezzogiorno. 🏆 Leggendario Z'AURAIENT PU GAGNER [zo.ʁɛ py ɡa.ɲe] loc. consolazione universale Formula di consolazione post-sconfitta che trasforma retrospettivamente una sconfitta in vittoria potenziale. "Avremmo potuto vincere" è vero di quasi tutte le partite, ma il suo uso come argomento di discolpa è una tradizione protetta del boulodrome francese. "Avremmo potuto vincere questa partita. Davvero." TRADUZIONENon abbiamo vinto. È la definizione di una sconfitta. ✓ Livello 1 — Classico ZONE [zon] s.f. mai raggiunta Stato di grazia sportiva durante il quale tutto riesce, descritto con precisione ma mai documentato. "Essere nella zona" è una promessa permanente che spiega lo scarto tra il livello reale e il livello immaginato. La zona è sempre "proprio lì, a portata", raramente raggiunta, mai catturata in competizione. "Non ero nella mia zona oggi. Ma quando ci sono, è tutta un'altra cosa." TRADUZIONELa zona è un orizzonte che arretra man mano che si avanza. È la sua natura. 🔥 Livello 3 — Hardcore

Il podio delle scuse più sentite

Tra tutte le voci di questo dizionario, tre frasi si distinguono per la loro frequenza d'uso, la loro polivalenza e la loro resistenza a qualsiasi logica contraria. Ecco la classifica ufficiale stabilita da Paquita dopo anni di ascolto attento sui boulodromi.

🥈 2ª scusa più sentita "Non era il mio livello." Universalmente applicabile. Nessuna prova richiesta. 🥇 La scusa più sentita sui boulodromi francesi "C'era un sasso." Indiscusso dal 1945. Il sasso è invisibile, introvabile, e perfetto. 🥉 3ª scusa più sentita "Il sole mi ha dato fastidio." Naturale, solido, inattaccabile. Grazie all'astro. 🎙️ La parola di Paquita "Questo dizionario, l'ho iniziato anni fa nella mia testa, a ogni boulodrome, ogni torneo, ogni partita sul boulevard. E lo dico con amore: siamo tutte in questo dizionario. Io per prima. Ho detto 'non era la mia giornata' almeno un centinaio di volte. La mala fede non è un difetto di carattere — è il meccanismo di difesa dell'ego sportivo. È umano, è universale, e soprattutto... è così divertente da sentire negli altri." — Paquita, autrice, osservatrice, e a volte accusata 🏆 Ne riconoscete alcuni?

Condividete questo articolo con il vostro compagno che dice "c'era un sasso" — o con il vostro avversario che invoca il sole. Non si riconosceranno. È garantito.

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FAQ — La mala fede interrogata

Esiste una malafede “accettabile” nella bocce? + Assolutamente. La malafede di livello 1 è una tradizione orale della sala da bowling, proprio come il pastis post-partita. Non fa male a nessuno, crea convivialità e ricordi. “Non era la mia giornata” ha detto con un sorriso, fa parte del gioco. È la malafede di livello 3 – quella di contestare la misurazione, accusare il partner o vedere pietre immaginarie – che crea tensioni e trasforma un gioco in un processo. Il confine? Il sorriso. Se le scuse vengono dette con un sorriso, è accettabile. Se poi si difende con le unghie e con i denti al metro, è un'altra cosa. Perché la roccia è la scusa numero 1? + La roccia è la scusa perfetta per tre ragioni. Innanzitutto lo è plausibile — i terreni di pétanque hanno sassi, è un fatto. Secondo, è introvabile — una volta posata la boccia e proseguita la partita, nessuno va a cercare il sasso incriminato. Terzo, è discreto — invocare una pietra è meno offensivo per l'avversario che invocare il suo aspetto o il suo comportamento. È lui il capro espiatorio ideale: non si lamenta, non si difende, e forse esiste davvero. Come rispondi a qualcuno che usa una scusa da questo dizionario? + La migliore risposta è il silenzio complice. Un leggero sorriso, un cenno e continuiamo il gioco. Ingaggiare un dibattito sulla realtà della pietra o della luce significa perdere su entrambi i fronti: o hai ragione e risulti meschino, oppure hai torto e la scusa acquista valore. Il silenzio dice “ho sentito” senza convalidare o contraddire – e questo è infinitamente più efficace di qualsiasi risposta. Hai dimenticato una scusa: come aggiungerla al dizionario? + Questo dizionario è vivo e incompleto per natura. La creatività dei giocatori di bocce in materia di scuse è infinito - questo è specificato anche nell'introduzione. Se hai sentito parlare di un gioiello nella tua sala da bowling e che merita un ingresso ufficiale, lascialo in un commento su questa pagina o sulle reti di Paquita. I migliori contributi saranno inseriti nella prossima edizione di questo dizionario, con citazione della fonte (anonima se preferite). Paquita si riconosce in questo dizionario? + Paquita ammette di aver utilizzato, in varia misura: PRIMA (regolarmente), ALLENAMENTO (spesso), FORMA (sempre), RUMORE (una o due volte) e POTREBBE AVERE VINTO (sistematicamente). Nega formalmente di aver usato LA PIETRA - almeno, nega di essere stata vista mentre la usava. Il che è diverso. 📎 Articoli correlati Umorismo I 5 tipi di giocatori che si odiano nella propria squadra Regolamento — gioco Validità del lancio del boccino — per non dubitarne più Regolamento — gioco La regola del minuto — "non avevo tempo!" è valida? Umorismo & Strategia Quando la tenuta diventa strategia — mito o vero vantaggio? Video Perché cambiare palle non cambia il livello PétanqueLand Tutte le notizie sulla pétanque — PétanqueLand

© La pétanque di Paquita — petanqueland.fr
Ogni somiglianza con giocatori esistenti o che sono esistiti è puramente intenzionale. Questo dizionario è stato scritto con affetto, non con cattiveria. Anche tu, l'utente del sasso.

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